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lunedì 20 aprile 2009

Una morte annunciata e...silenziosa!



La scuola pubblica muore in silenzio!




Affrontare la "rielaborazione del lutto" è un momento particolarmente doloroso e per me, quest'anno, lo è stato ancora di più con tre morti in un solo mese ed uno zio, malato terminale, in Francia che pone in essere una scelta difficile :accompagnare o meno mia madre, sofferente, a porgergli l'ultimo saluto!

La morte annunciata di mio zio è stata visibile nei sintomi che si aggravano ogni giorno di più , ma la morte della scuola pubblica nessuno l'ha percepita, o meglio solo noi operatori della scuola ne vedevamo i sintomi : nei media tutto era negato!
Noi abbiamo creduto nella possibilità di "formare" i futuri cittadini, di porre in essi quei semi di cui parla il nostro Prof. Andreas, quei semi che possono dare
"l’opportunità di dubitare, di dubitare di ciò che sembra certo, di alzare la testa per guardarsi intorno, di provare a domandarsi se in ciò che a tanti sembra così ovviamente futile o ostile non possa in realtà celarsi qualcosa di buono."
Vorremmo tanto che dietro l'ostilità che percepiamo contro la scuola pubblica si nascondesse, si celasse qualcosa di buono! Ci credevamo, non volevamo ammettere che i nostri sospetti fossero veri: l'arrivo degli organici ha vanificato le nostre speranze!
Noi colleghi della IUL siamo quei docenti "testardi" che , nonostante tutto, ci guardiamo intorno, ci mettiamo sempre in discussione, crediamo nella "formazione"come momento necessario per non "morire professionalmente" per poter offrire quella guida necessaria ed indiretta che ci permetta di accompagnare per il bosco i nostri alunni. Siamo quelli che, nonostante di ruolo da numerosi anni, nonostante l'età che avanza, non ci scoraggiamo ad imparare nuovi linguaggi, ad usare tecnologie avanzate perchè non si può guidare, prender per mano se non si conosce almeno la strada principale! Se poi, lungo il percorso, i nostri alunni ci guidano ad esplorare nuovi percorsi noi siamo felici! Tutto questo sforzo di capire, di ascoltare , di progettare percorsi formativi viene vanificato dalle scelte del governo che , giustificando la sua azione come un'azione di risparmio, compie drastici tagli agli organici , cosa strana solo nel meridione! Eh sì, perchè laddove i Comuni potevano garantire la mensa alle scuole (il Nord dell'Italia!) era possibile richiedere il tempo pieno, che di fatto garantisce i posti di lavoro.
Noi del sud abbiamo tutti Comuni in fallimento, che non riescono nemmeno a garantirci il riscaldamento (e quest'anno il meridione è stato sommerso da neve!) . Anche alcuni colleghi della IUL sono stati colpiti dal taglio degli organici, colleghi con anni di esperienza acquisita sul campo, con quella professionalità che avrebbe dovuto essere valorizzata per rendere la scuola una Scuola di Qualità .
Cosa dire di questa situazione assurda che non scalfisce per nulla le scuole private! Cosa si nasconde dietro queste decisioni? Non di certo la necessità di risparmio, si potrebbe risparmiare in altri "infiniti modi"! Forse è la cultura di massa che è messa in discussione? La formazione offerta a tutti? Dobbiamo forse ritornare alla formazione delle "èlite"?
Come riflettere sulle varie problematiche educative ( quale formazione? Cos'è la scolarizzazione? siamo nativi digitali o immigranti ? e...?) se si mette in discussione la stessa esistenza della scuola pubblica? Quella scuola pubblica che, nonostante i suoi errori, è riuscita a "formare" a farci agire , ad offrire anche a chi non apparteneva a classi agiate la possibilità di ampliare i propri orizzonti conoscitivi, ad emozionarsi al ricordo del "maestro/a o professore che ha saputo seminare in lui!Come dire agli alunni di prima classe, l'anno prossimo, che non ritroveranno più la loro "maestra"? Che prospettive avranno i nostri colleghi in esubero se i tagli sono stati realizzati in tutte le istituzioni scolastiche?
Ho provato un senso di impotenza e di "dolore" nel vedere compilare la domanda di trasferimento alle mie colleghe! Quelle scuole che hanno scritto erano solo una formalità, non esistono scuole dove essere trasferite!
Quale destino ? Quale disegno dietro tutto questo?

domenica 29 marzo 2009

Esempio straordinario di creatività!

Riflettendo sul video di Sir Ken Robinson , inserito da Pierluigi, ho attivato una serie di connessioni nel mio P.L.E. inerenti alla "fattibilità" dell'essere creativi. Ciascuno di noi, in effetti, nasce con diversi "talenti" e spesso, osservando i bambini molto piccoli "non ancora scolarizzati" ci stupiamo delle azioni "originali" che loro compiono, della loro inventiva, delle loro strategie di apprendimento ...sono un "vulcano di idee"!
Perchè, allora, quando frequentano la scuola, molti di loro si "addormentano"?
La scuola mette in atto meccanismi rigidi, "industrializzati" di insegnamento/apprendimento , attività finalizzate ad acquisire "memoria di nozioni" e ripeterle, e sulla "ripetizione esatta" dei contenuti trasmessi si basa, anche il suo sistema di valutazione; un sistema che bandisce l'errore! Se, come afferma Sir Ken Robinson (affermazioni che approvo ) l'errore , lo sbaglio, il "rischio" di provare strade alternative portano alla creatività, come può la scuola educare alla creatività quando educa i suoi scolari a "non sbagliare"?
E' vero, la rigidità negli ambienti scolastici è visibile a tutti, anche le aule chiuse, tutte uguali come assetto (la classe è l'unico ambiente che nel tempo non ha cambiato aspetto!) mostrano questa forma di "trasmissione del sapere" che parte dalla cattedra e giunge "a pioggia" verso i ragazzi, disposti in una situazione di "ricezione": e se per caso qualcuno , nel recepire, connette qualcosa nel suo PLE, che succede?
Accade quello che è successo a me, da piccola, sempre attenta, passiva, a me che per caso riflettevo ad un uso diverso rispetto a quella che la maestra affermava, ovviamente il mio sguardo era assorto, facevo delle mie riflessioni e...sono stata rimproverata perchè non ero attenta!
Il ricordo di quell'episodio, di quel rimprovero ingiusto, è ancora vivo in me, non l'ho mai dimenticato! Forse è per questo motivo che mi sforzo di attivare esperienze diverse con i mieri alunni e di guidarli alla riflessione personale anche per quel che concerne la autovalutazione del loro percorso di apprendimento(con semplici smiles), affinchè essi prendano consapevolezza che "sono capaci" e che "hanno talenti" anche se diversi l'uno dall'altro, e che questi talenti insieme fanno una forza!
Ecco un video che dimostra l'uso creativo della voce! Che meraviglia giungere a questi livelli: solo talenti "curati" possono farlo!