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sabato 25 aprile 2009

lunedì 20 aprile 2009

Una morte annunciata e...silenziosa!



La scuola pubblica muore in silenzio!




Affrontare la "rielaborazione del lutto" è un momento particolarmente doloroso e per me, quest'anno, lo è stato ancora di più con tre morti in un solo mese ed uno zio, malato terminale, in Francia che pone in essere una scelta difficile :accompagnare o meno mia madre, sofferente, a porgergli l'ultimo saluto!

La morte annunciata di mio zio è stata visibile nei sintomi che si aggravano ogni giorno di più , ma la morte della scuola pubblica nessuno l'ha percepita, o meglio solo noi operatori della scuola ne vedevamo i sintomi : nei media tutto era negato!
Noi abbiamo creduto nella possibilità di "formare" i futuri cittadini, di porre in essi quei semi di cui parla il nostro Prof. Andreas, quei semi che possono dare
"l’opportunità di dubitare, di dubitare di ciò che sembra certo, di alzare la testa per guardarsi intorno, di provare a domandarsi se in ciò che a tanti sembra così ovviamente futile o ostile non possa in realtà celarsi qualcosa di buono."
Vorremmo tanto che dietro l'ostilità che percepiamo contro la scuola pubblica si nascondesse, si celasse qualcosa di buono! Ci credevamo, non volevamo ammettere che i nostri sospetti fossero veri: l'arrivo degli organici ha vanificato le nostre speranze!
Noi colleghi della IUL siamo quei docenti "testardi" che , nonostante tutto, ci guardiamo intorno, ci mettiamo sempre in discussione, crediamo nella "formazione"come momento necessario per non "morire professionalmente" per poter offrire quella guida necessaria ed indiretta che ci permetta di accompagnare per il bosco i nostri alunni. Siamo quelli che, nonostante di ruolo da numerosi anni, nonostante l'età che avanza, non ci scoraggiamo ad imparare nuovi linguaggi, ad usare tecnologie avanzate perchè non si può guidare, prender per mano se non si conosce almeno la strada principale! Se poi, lungo il percorso, i nostri alunni ci guidano ad esplorare nuovi percorsi noi siamo felici! Tutto questo sforzo di capire, di ascoltare , di progettare percorsi formativi viene vanificato dalle scelte del governo che , giustificando la sua azione come un'azione di risparmio, compie drastici tagli agli organici , cosa strana solo nel meridione! Eh sì, perchè laddove i Comuni potevano garantire la mensa alle scuole (il Nord dell'Italia!) era possibile richiedere il tempo pieno, che di fatto garantisce i posti di lavoro.
Noi del sud abbiamo tutti Comuni in fallimento, che non riescono nemmeno a garantirci il riscaldamento (e quest'anno il meridione è stato sommerso da neve!) . Anche alcuni colleghi della IUL sono stati colpiti dal taglio degli organici, colleghi con anni di esperienza acquisita sul campo, con quella professionalità che avrebbe dovuto essere valorizzata per rendere la scuola una Scuola di Qualità .
Cosa dire di questa situazione assurda che non scalfisce per nulla le scuole private! Cosa si nasconde dietro queste decisioni? Non di certo la necessità di risparmio, si potrebbe risparmiare in altri "infiniti modi"! Forse è la cultura di massa che è messa in discussione? La formazione offerta a tutti? Dobbiamo forse ritornare alla formazione delle "èlite"?
Come riflettere sulle varie problematiche educative ( quale formazione? Cos'è la scolarizzazione? siamo nativi digitali o immigranti ? e...?) se si mette in discussione la stessa esistenza della scuola pubblica? Quella scuola pubblica che, nonostante i suoi errori, è riuscita a "formare" a farci agire , ad offrire anche a chi non apparteneva a classi agiate la possibilità di ampliare i propri orizzonti conoscitivi, ad emozionarsi al ricordo del "maestro/a o professore che ha saputo seminare in lui!Come dire agli alunni di prima classe, l'anno prossimo, che non ritroveranno più la loro "maestra"? Che prospettive avranno i nostri colleghi in esubero se i tagli sono stati realizzati in tutte le istituzioni scolastiche?
Ho provato un senso di impotenza e di "dolore" nel vedere compilare la domanda di trasferimento alle mie colleghe! Quelle scuole che hanno scritto erano solo una formalità, non esistono scuole dove essere trasferite!
Quale destino ? Quale disegno dietro tutto questo?

venerdì 3 aprile 2009

Scenneggiare, drammatizzare, ricordare...










Facilitare le connessioni ...e connetterle col cuore


Questa sera l'incontro con Andreas è stato molto interessante! Lo shock che lui utilizza per sensibilizzare, far riflettere, fissare nella memoria, attrarre l'attenzione, ....divertire, rendere gioiosa l'attività formativa, facilita una connessione fondamentale: mente/cuore.

Se l'apprendimento passa dal cuore si fissa alla mente e al cuore ritorna diviene consapevolezza ed assunzione di impegno, responsabilità, professionalità ...azione , impegno nel sociale sia nell'ambito "istruzione/formazione" che nell'ambito "medico".

Questa esperienza di blogoclasse che Andreas sta guidando, ha messo in connessione due campi che dell' "umano" sono intrisi, sull'umano operano, dell'umano vivono!

Andreas crea "sceneggiature per..." , noi , nella scuola primaria , le abbiamo spesso chiamate "drammatizzazioni" . Le drammatizzazioni, però sono un gioco organizzato di "far finta che..." con assunzione di ruoli; esse facilitano l'apprendimento, divertono i nostri alunni, fissano nella memoria concetti importanti ma non incidono sull'emotività , quella che deriva dall'essere coinvolto in una situazione imprevista, fuori dai canoni, come quella messa in scena da Andreas.

Quella situazione shock crea emozioni, collega riflessioni mentali con sensazioni, connette mente/cuore.

Ho sperimentato qualcosa di simile , quando i corsi di formazione dei neodocenti erano fatti in presenza : con la mia Dirigente Scolastica ed una Operatrice Psicopedagogica (eravamo in èquipe) si studiavano tutte quelle tecniche "sceneggiature" che potessero "formare" nel ruolo, entrarvi dentro , vivere le problematicità per "Simulazione"prima di sperimentarle nella realtà e... assumere atteggiamenti errati. Si simulava una riunione di "consiglio di istituto" con assunzione di ruoli ben definiti e con alcuni "complici/attori" che avevano l'incarico di creare alcune tensioni e...alla fine della "sceneggiatura", ridendo si analizzavano i comportamenti, le relazioni, i litigi etc., scaturiti dal contesto di simulazione. Tra le simulazioni c'erano anche le situazioni di "aggressione verbale" o "misconoscenza sociale" di un soggetto/vittima(sempre attore) per analizzare le reazioni del gruppo , quindi , successivamente riflettere sulle emozioni provate , sui comportamenti umani necessari per gestire le relazioni e il ruolo che si stava per assumere.

Noi docenti, come i medici, se commettiamo errori lasciamo il segno per tutta la vita!



Nell'augurare a tutti "BUONA PASQUA" inserisco il link al blog dei miei alunni che contestualizzando nella loro cultura l'evento pasquale...si sono molto divertiti, realizzando " 'U PUPU 'CCU L'OVU" (video).



Chi l'ha detto che a scuola non si deve più sorridere?










http://www.noisbirulini.blogspot.com/