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domenica 20 dicembre 2009

Un Natale di solidarietà!

Poche parole per commentare forti emozioni!
L'I.C. Boccadifalco Tomasi di Lampedusa e l'intera popolazione scolastica, famiglie comprese, in un unico abbraccio di Solidarietà con la comunità di Biagio Conte.
Un unico sforzo , un esempio e non parole per far comprendere ai nostri alunni che quelli che la società considera "gli ultimi" per noi saranno "i primi" nel nostro cuore!


Buon Natale!


mercoledì 8 luglio 2009

Editoriale della rivista Form@re

Maria Grazia Fiore ha curato un editoriale nella rivista Form@re diretta da Antonio Calvani. http://formare.erickson.it/
Il tema dell'editoriale è "Divenire digitali: riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto ". Interessanti tutti gli articoli di Maria Grazia Fiore di Davide Maina, di Antonio Calvani, Fini e Maria Ranieri ma anche la riflessione sulla " blogoclasse" di Andreas Robert Forniconi.
Infine ci siamo anche noi, voci della blogoclasse della IUL (Italian University Line), blogoclasse che ha fatto meravigliare chi si aspettava un agire più "dimesso", nel campo della multimedialità, da parte di docenti nella media dei 50 anni rispetto ai nativi digitali .
Volete saperne di più?
Leggete il numero di Form@re ...veramente interessanti le tematiche!

mercoledì 3 giugno 2009

Sapere e saper fare comunicazione

Spesso capita che la visione di un piccolo video susciti in te riflessioni profonde e del tutto personali, riflessioni che scaturiscono da personali collegamenti con quanto già esistente nella tua mente. Ad un primo approccio il video http://www.youtube.com/watch?v=5uO5ftdYvJs può suscitare angoscia per il ritmo frenetico della comunicazione nel mondo di oggi! Sembra, infatti, che non ci sia più spazio per la "riflessione" su quanto agito! Ma sarà proprio vero? Di certo il risparmio di tempo per scrivere, comunicare a distanza e...è notevole: le distanze spaziali non esistono più! Tutto è a portata di clic.
Sta a noi riflettere sull'uso delle tecnologie per comunicare e ricercare vie alternative ma funzionali di comunicazione, una comunicazione che , anche in assenza di segnali analogici , possa far comprendere all'altro che "Ci sono e...ti ascolto".

sabato 25 aprile 2009

lunedì 20 aprile 2009

Una morte annunciata e...silenziosa!



La scuola pubblica muore in silenzio!




Affrontare la "rielaborazione del lutto" è un momento particolarmente doloroso e per me, quest'anno, lo è stato ancora di più con tre morti in un solo mese ed uno zio, malato terminale, in Francia che pone in essere una scelta difficile :accompagnare o meno mia madre, sofferente, a porgergli l'ultimo saluto!

La morte annunciata di mio zio è stata visibile nei sintomi che si aggravano ogni giorno di più , ma la morte della scuola pubblica nessuno l'ha percepita, o meglio solo noi operatori della scuola ne vedevamo i sintomi : nei media tutto era negato!
Noi abbiamo creduto nella possibilità di "formare" i futuri cittadini, di porre in essi quei semi di cui parla il nostro Prof. Andreas, quei semi che possono dare
"l’opportunità di dubitare, di dubitare di ciò che sembra certo, di alzare la testa per guardarsi intorno, di provare a domandarsi se in ciò che a tanti sembra così ovviamente futile o ostile non possa in realtà celarsi qualcosa di buono."
Vorremmo tanto che dietro l'ostilità che percepiamo contro la scuola pubblica si nascondesse, si celasse qualcosa di buono! Ci credevamo, non volevamo ammettere che i nostri sospetti fossero veri: l'arrivo degli organici ha vanificato le nostre speranze!
Noi colleghi della IUL siamo quei docenti "testardi" che , nonostante tutto, ci guardiamo intorno, ci mettiamo sempre in discussione, crediamo nella "formazione"come momento necessario per non "morire professionalmente" per poter offrire quella guida necessaria ed indiretta che ci permetta di accompagnare per il bosco i nostri alunni. Siamo quelli che, nonostante di ruolo da numerosi anni, nonostante l'età che avanza, non ci scoraggiamo ad imparare nuovi linguaggi, ad usare tecnologie avanzate perchè non si può guidare, prender per mano se non si conosce almeno la strada principale! Se poi, lungo il percorso, i nostri alunni ci guidano ad esplorare nuovi percorsi noi siamo felici! Tutto questo sforzo di capire, di ascoltare , di progettare percorsi formativi viene vanificato dalle scelte del governo che , giustificando la sua azione come un'azione di risparmio, compie drastici tagli agli organici , cosa strana solo nel meridione! Eh sì, perchè laddove i Comuni potevano garantire la mensa alle scuole (il Nord dell'Italia!) era possibile richiedere il tempo pieno, che di fatto garantisce i posti di lavoro.
Noi del sud abbiamo tutti Comuni in fallimento, che non riescono nemmeno a garantirci il riscaldamento (e quest'anno il meridione è stato sommerso da neve!) . Anche alcuni colleghi della IUL sono stati colpiti dal taglio degli organici, colleghi con anni di esperienza acquisita sul campo, con quella professionalità che avrebbe dovuto essere valorizzata per rendere la scuola una Scuola di Qualità .
Cosa dire di questa situazione assurda che non scalfisce per nulla le scuole private! Cosa si nasconde dietro queste decisioni? Non di certo la necessità di risparmio, si potrebbe risparmiare in altri "infiniti modi"! Forse è la cultura di massa che è messa in discussione? La formazione offerta a tutti? Dobbiamo forse ritornare alla formazione delle "èlite"?
Come riflettere sulle varie problematiche educative ( quale formazione? Cos'è la scolarizzazione? siamo nativi digitali o immigranti ? e...?) se si mette in discussione la stessa esistenza della scuola pubblica? Quella scuola pubblica che, nonostante i suoi errori, è riuscita a "formare" a farci agire , ad offrire anche a chi non apparteneva a classi agiate la possibilità di ampliare i propri orizzonti conoscitivi, ad emozionarsi al ricordo del "maestro/a o professore che ha saputo seminare in lui!Come dire agli alunni di prima classe, l'anno prossimo, che non ritroveranno più la loro "maestra"? Che prospettive avranno i nostri colleghi in esubero se i tagli sono stati realizzati in tutte le istituzioni scolastiche?
Ho provato un senso di impotenza e di "dolore" nel vedere compilare la domanda di trasferimento alle mie colleghe! Quelle scuole che hanno scritto erano solo una formalità, non esistono scuole dove essere trasferite!
Quale destino ? Quale disegno dietro tutto questo?

venerdì 3 aprile 2009

Scenneggiare, drammatizzare, ricordare...










Facilitare le connessioni ...e connetterle col cuore


Questa sera l'incontro con Andreas è stato molto interessante! Lo shock che lui utilizza per sensibilizzare, far riflettere, fissare nella memoria, attrarre l'attenzione, ....divertire, rendere gioiosa l'attività formativa, facilita una connessione fondamentale: mente/cuore.

Se l'apprendimento passa dal cuore si fissa alla mente e al cuore ritorna diviene consapevolezza ed assunzione di impegno, responsabilità, professionalità ...azione , impegno nel sociale sia nell'ambito "istruzione/formazione" che nell'ambito "medico".

Questa esperienza di blogoclasse che Andreas sta guidando, ha messo in connessione due campi che dell' "umano" sono intrisi, sull'umano operano, dell'umano vivono!

Andreas crea "sceneggiature per..." , noi , nella scuola primaria , le abbiamo spesso chiamate "drammatizzazioni" . Le drammatizzazioni, però sono un gioco organizzato di "far finta che..." con assunzione di ruoli; esse facilitano l'apprendimento, divertono i nostri alunni, fissano nella memoria concetti importanti ma non incidono sull'emotività , quella che deriva dall'essere coinvolto in una situazione imprevista, fuori dai canoni, come quella messa in scena da Andreas.

Quella situazione shock crea emozioni, collega riflessioni mentali con sensazioni, connette mente/cuore.

Ho sperimentato qualcosa di simile , quando i corsi di formazione dei neodocenti erano fatti in presenza : con la mia Dirigente Scolastica ed una Operatrice Psicopedagogica (eravamo in èquipe) si studiavano tutte quelle tecniche "sceneggiature" che potessero "formare" nel ruolo, entrarvi dentro , vivere le problematicità per "Simulazione"prima di sperimentarle nella realtà e... assumere atteggiamenti errati. Si simulava una riunione di "consiglio di istituto" con assunzione di ruoli ben definiti e con alcuni "complici/attori" che avevano l'incarico di creare alcune tensioni e...alla fine della "sceneggiatura", ridendo si analizzavano i comportamenti, le relazioni, i litigi etc., scaturiti dal contesto di simulazione. Tra le simulazioni c'erano anche le situazioni di "aggressione verbale" o "misconoscenza sociale" di un soggetto/vittima(sempre attore) per analizzare le reazioni del gruppo , quindi , successivamente riflettere sulle emozioni provate , sui comportamenti umani necessari per gestire le relazioni e il ruolo che si stava per assumere.

Noi docenti, come i medici, se commettiamo errori lasciamo il segno per tutta la vita!



Nell'augurare a tutti "BUONA PASQUA" inserisco il link al blog dei miei alunni che contestualizzando nella loro cultura l'evento pasquale...si sono molto divertiti, realizzando " 'U PUPU 'CCU L'OVU" (video).



Chi l'ha detto che a scuola non si deve più sorridere?










http://www.noisbirulini.blogspot.com/


domenica 29 marzo 2009

Esempio straordinario di creatività!

Riflettendo sul video di Sir Ken Robinson , inserito da Pierluigi, ho attivato una serie di connessioni nel mio P.L.E. inerenti alla "fattibilità" dell'essere creativi. Ciascuno di noi, in effetti, nasce con diversi "talenti" e spesso, osservando i bambini molto piccoli "non ancora scolarizzati" ci stupiamo delle azioni "originali" che loro compiono, della loro inventiva, delle loro strategie di apprendimento ...sono un "vulcano di idee"!
Perchè, allora, quando frequentano la scuola, molti di loro si "addormentano"?
La scuola mette in atto meccanismi rigidi, "industrializzati" di insegnamento/apprendimento , attività finalizzate ad acquisire "memoria di nozioni" e ripeterle, e sulla "ripetizione esatta" dei contenuti trasmessi si basa, anche il suo sistema di valutazione; un sistema che bandisce l'errore! Se, come afferma Sir Ken Robinson (affermazioni che approvo ) l'errore , lo sbaglio, il "rischio" di provare strade alternative portano alla creatività, come può la scuola educare alla creatività quando educa i suoi scolari a "non sbagliare"?
E' vero, la rigidità negli ambienti scolastici è visibile a tutti, anche le aule chiuse, tutte uguali come assetto (la classe è l'unico ambiente che nel tempo non ha cambiato aspetto!) mostrano questa forma di "trasmissione del sapere" che parte dalla cattedra e giunge "a pioggia" verso i ragazzi, disposti in una situazione di "ricezione": e se per caso qualcuno , nel recepire, connette qualcosa nel suo PLE, che succede?
Accade quello che è successo a me, da piccola, sempre attenta, passiva, a me che per caso riflettevo ad un uso diverso rispetto a quella che la maestra affermava, ovviamente il mio sguardo era assorto, facevo delle mie riflessioni e...sono stata rimproverata perchè non ero attenta!
Il ricordo di quell'episodio, di quel rimprovero ingiusto, è ancora vivo in me, non l'ho mai dimenticato! Forse è per questo motivo che mi sforzo di attivare esperienze diverse con i mieri alunni e di guidarli alla riflessione personale anche per quel che concerne la autovalutazione del loro percorso di apprendimento(con semplici smiles), affinchè essi prendano consapevolezza che "sono capaci" e che "hanno talenti" anche se diversi l'uno dall'altro, e che questi talenti insieme fanno una forza!
Ecco un video che dimostra l'uso creativo della voce! Che meraviglia giungere a questi livelli: solo talenti "curati" possono farlo!

domenica 22 marzo 2009

Considerazioni su Delicious



Delicious

Già il termine stesso sembra rievocare qualcosa di veramente gradevole. Il primo impatto è stato un po' di riflessione per "capire", per me che non conosco bene l'inglese ma mi "arrangio" come meglio posso per comprenderlo. Poi , mettendo in atto le "connessioni" (grazie Andreas!) ho cercato di comprendere attraverso i link che Andreas ci aveva suggerito, ma anche attraverso il video pubblicato da Francesco Fiumanò nel suo Blog "svaghiamoci col blog": tutto è stato subito chiaro! Ho rivisto i miei preferiti, li ho taggati, ho inserito il link nel mio blog. Debbo riconoscere che questa modalità semplifica , velocizza e rende più funzionale l'uso della rete e permette di scoprire chi come noi ha gli stessi interessi, permettendo sempre più la connessione e ampliando il nostro PLE.
C'è , poi, un altro vantaggio per me che ricerco sempre in area scientifica e fornisco link ai colleghi, spesso mi capitava di aver trovato link interessanti ma di averli salvati in locale nel mio pc e, quando ne parlavo a scuola con le colleghe, pur effettuando la ricerca su internet, non riuscivo più a raggiungere quella connessione. Che bello! Adesso da qualsiasi posto ...posso connettermi !

sabato 21 marzo 2009

Deliciosus


Delicious


Sbirulina's Bookmarks :

Connettere ...le discipline.



Un'esperienza di connessioni tra i "saperi".






La scuola dell'obbligo, soprattutto nei segmenti della secondaria di 1° e 2° grado, ha sempre operato nell'ottica della "separazione dei saperi" ; questo rischio di "disciplinarizzazione" è stato avvertito anche nella scuola primaria , in alcune realtà scolastiche, nel momento in cui si assegnava ad un docente la "disciplina" o l'ambito disciplinare. Per nostra fortuna, salvo alcuni casi isolati, la "disciplinarizzazione" non ha avuto successo nella scuola primaria per una nostra "forma mentis"che guarda allo sviluppo del bambino nella sua totalità, che attenziona tutti gli aspetti del suo sviluppo , siano essi cognitivi che socio relazionali, che "contestualizza l'apprendimento" posizionando i contenuti disciplinari in contesti di vita reali , attraverso le stesse esperienze dei singoli alunni.
Anni fa , in un contesto di "laboratorio scientifico/tecnologico", dovevo affrontare la tematica Energia e risparmio energetico con tutti gli aspetti ad essa correlati nell'ottica della salvaguardia ambientale. Per supportare , motivandolo, l'apprendimento del concetto di Energia e delle varie forme della stessa ho fatto una ricerca in internet ed ho trovato alcuni siti molto utili , tra questi il sito dell'Enel Energia in gioco che adesso si è rinnovato http://playenergy.enel.com/ . Il sito mi ha permesso svariate attività gioco sull'energia, motivando i ragazzi a giochi di squadra e alla partecipazione ad un concorso.
Ma la vera esperienza di connessione è stata quella della creazione del TG Energy , un telegiornale realizzato dai ragazzi, con interviste, spot pubblicitari...anche con la "traduttrice della lingua dei segni"! (In classe era presente un bambino sordo). Per realizzare il TG i ragazzi hanno analizzato e fatto le caricature di alcuni Personaggi siciliani, ovvero di alcune modalità di pensiero e di azione nei contesti sociali del quartiere di appartenenza, sono così emersi atteggiamenti sociali da mettere in relazione con le tematiche del risparmio energetico.
Lo studio dei personaggi e la scelta dei dialoghi , nelle interviste, ha connesso le attività di Italiano con lo studio del quartiere, le attività scientifiche con l'analisi matematica (grafici dell'Energia consumata a scuola , in un anno, grafici del consumo energetico di alcune famiglie, confronto degli stessi dopo l'adozione di alcuni provvedimenti di risparmio energetico...) la geografia (ubicazione delle centrali elettriche e caratteristiche del territorio) con la probabilità ( quali conseguenze per il territorio?...).
Le connessioni che ho elencato sono solo alcuni esempi di un percorso dinamico con numerose variabili in corso d'opera. Per realizzare il video è stato utilizzato lo Storyboard , che comprendeva anche le sequenze (inquadrature) da realizzare .
Le strumentazioni utilizzate sono state ben poche : solo una macchina fotografica digitale che permetteva piccole registrazioni video e...montaggio con Movie Maker , dei vari videoclip.
E' importante, "l'impressione" (come afferma Andreas Forniconi) , il messaggio che viene veicolato da questo video, cosa esso ci comunica, come si connette con il nostro PLE. Ancora oggi, rivedendolo rido! Rido perchè i miei ragazzi hanno riso, si sono divertiti!

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Un abstract dello Storyboard




mercoledì 18 marzo 2009

Un setting cinematografico per disabili


Nel mettere ordine ai file del mio pc ed archiviarne alcuni , ho ritrovato un prodotto realizzato nel 2006 di cui riporto un abstract della scheda descrittiva "(...)Il percorso metodologico -didattico ha previsto l’uso di vari mediatori (visivo, uditivo, iconico, espressivo –motorio…) per facilitare , attraverso vari canali espressivi, la “Comunicazione” tra i vari partecipanti del gruppo laboratoriale e attivare, in un rapporto collaborativo, azioni di co-costruzione di elaborati e stimolare, altresì, rapporti di relazioni interpersonali caratterizzati da reciprocità , collaborazione e condivisione .
Come in un Setting cinematografico ciascuno ha assunto un proprio ruolo funzionale al prodotto collettivo e rispondente alle proprie peculiari potenzialità di azione. In tale ottica gli alunni diversabili sono stati messi in grado di operare per la realizzazione del prodotto e il docente conduttore del Laboratorio ha assunto il ruolo di Regista; un regista che ha saputo creare le “Condizioni” o “Setting” che hanno favorito l’espressione di ciascun componente il grupo laboratoriale; il tutto attraverso la rielaborazione sintetizzata per sequenze temporali, della Storia di Dumbo.
La trama proposta era finalizzata a condurre i ragazzi alla constatazione che la Diversità di Dumbo, le ali enormi derise da tutti perché “Anormali” , diventano una Risorsa per spiccare il volo, così come le loro diversità diventano risorsa per realizzare un prodotto collettivo in cui ciascuno può contribuire secondo le proprie “potenzialità”.
Ecco che ritroviamo i disegnatori, i ritagliatori delle sagome, gli assemblatori dei personaggi, ( che si muoveranno grazie ai fermacampioni) gli ideatori e realizzatori delle scene ( realizzate con semplici cartoncini accostati o ritagliati) gli elaboratori delle sequenze temporali (con scelta di fondi e di personaggi che vi agiscono) e messa in relazione con i testi del fumetto, realizzazione dello Storyboard, gli esperti in Power Point che mettono in atto le loro competenze per assemblare il tutto con l’aiuto del docente-regista e con la partecipazione attiva dei componenti che vedono nel prodotto finito i loro elaborati “animarsi” prendere vita .(....)

Non potendo inserire il power point ho cercato in rete un convertitore ed ho trovato: E.M.PowerPoint Converter; ho provato a convertire il file in vari formati ma i risultati sono stati deludenti! Nel powepoint creato erano state inseriti due file musicali che rendevano bene le scene ad essi correlati: nella conversione non è stato possibile far trasferire l'associazione e , in alcuni formati non si sentiva l'audio,pur avendo selezionato il file.

Metto uno dei formati (swf) nel quale è stato associato un unico file per tutta la presentazione. La qualità è molto scarsa! Se qualcuno conosce qualche convertitore migliore, me lo può segnalare?


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domenica 15 marzo 2009

Strada facendo vedrai...

Ambiente scolastico all'aperto...una passeggiata per il bosco!

La costruzione dell'orto con l'aiuto dei nonni:un'esperienza entusiasmante per i nostri alunni! Che bello rivedere quel rapporto di relazione , quasi simbiotico, che si instaura tra un "nonno" ed un "bambino", tra una conoscenza consapevole ed una dinamica, in evoluzione che ...ha bisogno di "agire", di "fare" di "esperire" con i consigli del nonno , azione che insegna!


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giovedì 12 marzo 2009

Strada facendo vedrai...


"Strada facendo vedrai..." afferma un testo di Baglioni, ma mi ricorda tanto una..."passeggiata per il bosco" :cosa vedrai? Vedrai che è possibile uscire fuori, che nuove connessioni nascono, ti meravigli della creatività dei tuoi piccoli alunni, ...ritorni bambina con loro, ti fanno sorridere in un mondo che ha perso il sorriso!

Una giornata scolastica è una miscellanea di emozioni nuove, scoperte, affermazioni, transfert, connessioni...constatazioni dei loro P.L.E.

Come non sorridere all'invenzione di ricette paleolitiche? Lo studio della storia si trasforma in un gioco divertente di ambientazione, gioco di ruolo, ...inventare ricette con gli ingredienti che erano possibili a "quel tempo". Lo studio del Testo regolativo diventa un gioco creativo e ...come si sono divertiti anche loro!

Caro Andreas, è vero quanto affermi in un tuo commento:la partenza e la meta sono importanti ma quanto valore sta nel mezzo, nella strada che si percorre insieme!

Sono sicura che ti farà piacere sapere che i miei "creativi alunni" hanno deciso di "narrarsi" di raccontare , come in un diario, le loro esperienze scolastiche e...hanno creato un blog anche loro , piccoli sbirulini; sì questo è il loro personaggio perferito!



domenica 8 marzo 2009

Come intendo l'editing multimediale.

Spesso nella mia carriera scolastica ho agito esperienze , che ritenevo importati per i ragazzi, senza dare alle stesse un nome; solo più tardi, riflettendo su alcuni termini mi sono accorta di avere "già esplorato quel bosco". Così se rifletto sul significato di editing multimediale (Edit -da cui editing- parola inglese con il significato di modifica), in area multimediale mi fa pensare a "comunicazione multimediale" in grado di realizzare produzioni audiovisive , attraverso competenze nell’ambito della ripresa e del montaggio audio-video digitale.

In uno dei tantissimi corsi di formazione che ho seguito , amante come sono del "nuovo" delle "tecnologie" ho scoperto l'uso dello storyboard per realizzare un prodotto filmico (Video scena, audioscena...), l'inportanza del montaggio video e audio al fine di una "comunicazione efficace". Come mia abitudine non lascio mai perdere nel vuoto le acquisizioni e le metto subito in pratica perchè esse si trasformino in competenze, così con i ragazzi ho fatto esperienza di manipolazione immagini, creazione di cd multimediali( power point) con inserimento di immagini, suoni e voci registrate degli stessi alunni. Abbiamo creato, con Illiminatus, un cd multimediale che ha vinto un premio. Nei laboratori pomeridiani, poi, ho avuto la possibilità di far conoscere ai ragazzi Movie Maker: hanno "narrato" le loro esperienze laboratoriali, documentandole ma soprattutto progettandole attraverso lo storyboard . Utilizzando le attività del Laboratorio scientifico / tecnologico i ragazzi hanno partecipato ai concorsi ENEL “Energia in gioco” e tra i prodotti realizzati ne ricordo uno in particolare, che ancora oggi , rivedendolo , mi fa un gran piacere: TG energy. Era la creazione, su progetto e relativo storyboard, di un telegiornale dei ragazzi sul tema dell'energia, ovvero del risparmio energetico: studio e caratterizzazione di personaggi locali e del loro modo di pensare, ironia, assunzione di ruoli(reporter, giornalista da studio, traduttrice della lingua dei segni,...) tutto concorreva a rendere protagonisti i ragazzi; i ragazzi che riprendevano con la telecamera, che avevano realizzato anche il "setting " dello "Studio televisivo" che hanno usato le tecnologie multimediali per lanciare un messaggio importante "risparmiare energia" dopo averne studiato l'importanza e le conseguenze di un uso indiscriminato .


Il Setting del TG Energy durante la mostra interattiva della "Settimana scientifica e tecnologica" che si realizza ogni anno nel mio I.C. , mostra aperta al territorio, nella quale i ragazzi sono protagonisti e spiegano i loro "exibit" scientifici.

Mi presento


Mi presento

Sono un'insegnante di sostegno ed opero in una scuola primaria I.C. Boccadifalco Tomasi di Lampedusa di Palermo . Oltre ad essere docente specializzata per l'handicap , nel mio istituto rivesto il ruolo di docente F.S. , ovvero docente funzione strumentale e curo l'area "Uso didattico della multimedialità". La mia carriera scolastica ha visto il mio ruolo cambiare costantemente in base alle necessità della scuola: non mi sono mai tirata indietro nell'assumere diversi ruoli, anche nuovi, che richiedevano nuove competenze da acquisire per fornire un supporto valido all'istituzione scolastica. Sono passata dal coordinamento dell'handicap , alla specializzazione informatica per gestire le aule multimediali e la rete della scuola, alla sperimentazione didattica multimediale e...e adesso, nonostante l'età, continuo a studiare! Per me studiare, aggiornarmi è un dovere nei riguardi degli alunni, alunni che non sono più quelli di 20 anni fa, sono alunni nativi digitali che maneggiano con grande abilità, fuori dal contesto scuola, gli strumenti di comunicazione messi a disposizione dal web. Formare i nostri alunni significa accompagnare gli stessi verso la costruzione autonoma del sapere, ma indirettamente , da regista, predisponendo setting di apprendimento adeguati, e conducendo gli allievi verso un uso attivo e creativo degli strumenti , funzionale alle loro potenzialità di espressione.
La mia formazione come docente di sostegno mi ha condotto , partendo dai disabili, dai ragazzi in situazioni di handicap, dai loro bisogni e dal loro modo di apprendere , ad attenzionare i processi cognitivi di tutti gli alunni a "non lasciare qualcuno ...dietro o per strada" ; ciò ha significato utilizzare metodologie educativo-didattiche "personalizzate" in termini di valorizzazione delle potenzialità di ciascuno e delle loro diverse intelligenze, fare uso di mediatori didattici ma soprattutto attenzionare "l'esperienza" . Attraverso l'esperienza, l'osservazione, la problematizzazione della realtà circostante , la formulazione di ipotesi, la verifica delle stesse( anche per prove ed errori...) si acquisisce un metodo di conoscenza, potremmo definirlo "metodo scientifico" ma senza limitarne la validità interdisciplinare. L'esperienza mette "tutti i ragazzi" in condizione di "agire" di portare il proprio contributo all'interno di un'attività "collettiva" e "cooperativa" che aiuta la "costruzione di un sapere autonomo" validando le proprie potenzialità e il riconoscimento del proprio ruolo nel contesto gruppale. E' proprio vero : i disabili, i ragazzi in situazione di handicap..."la diversità" sono una "RISORSA"!

sabato 7 marzo 2009

Riflessioni su "Coltivare le connessioni"


Ho letto "Coltivare le connessioni" di Andreas Forniconi e ieri sera ho partecipato all'incontro sincrono . Piacevole l'incontro di ieri sera e più interessante la "riflessione" che ha suscitato in me il pamphlet su "coltivare le connessioni"! Che bravo nonno che ha avuto , Andres! "Tutte le cose vive parlano" ...mi riaffiorava alla mente l'esempio di mio padre, la sua disponibilità all'ascolto, il suo tempo impiegato a giocare con noi:giocare? ...o era il nostro principale "maestro"? Quante cose ho appreso direttamente da lui, dal vederlo operare ma, soprattutto dal "fare con lui"! Mi ha colpito la tua frase: "la famiglia non educa più, appalta l'educazione ad altri e gestisce la giornata dei figli" Quanto sono vere , purtroppo, queste affermazioni! Come docente, constato ogni giorno tutto ciò, nel senso di "deresponsablilità educativa" del ruolo genitoriale. Genitori che "vanno e vengono" che "prendono e lasciano": dalla scuola alla palestra, a danza al calcetto...! Bambini impegnatissimi, stressati che ....sono stanchi di correre! Distratti in una scuola che, spesso(per fortuna qualche esempio positivo c'è!) non aiuta a trovare il proprio percorso per conoscere il bosco, che non "fa coltivare con amore e pazienza il proprio giardino delle connessioni" Andreas, ha usato la metafora del "Mezzadro" che "non doveva mai perdere di vista l'insieme..." e il suo ruolo di "uomo di grande competenza e versatilità" e mi è venuta in mente la "figura del Servo/padrone" di Hegel. Il servo, obbligato a lavorare per il padrone, sembra condannato ad un’eterna condizione di inferiorità e di sudditanza. In realtà il servo diviene gradualmente una figura dominante perché, nell’esperienza del lavoro, acquisisce tutta una serie di cognizioni e tecniche che lo arricchiscono e lo fortificano: il lavoro forma. Si apre, così, per il servo, la possibilità di affrancarsi, ma anche di prevalere sul padrone di ieri. Mediante il lavoro la soggettività diventa forma della cosa, diviene consapevolezza nel momento in cui il soggetto si riconosce nell’oggetto trasformato. Questo processo rimane estraneo al signore per il quale la cosa non è oggettivazione e momento per giungere all’autocoscienza, ma qualcosa di estraneo di cui ha solo il godimento, senza stabilire con essa un rapporto dialettico. Non è forse appartenente alla mentalità del " terziario" il nostro "padrone"? Penso che la rete possa aiutarci a uscirne fuori, dipende da noi, dalle "nostre connessioni" come Andreas ci stimola a riflettere! Con i ragazzi della mia classe, avendo a disposizione un po' di giardino attorno alla scuola, abbiamo costruito un orto e per costruirlo ci siamo avvalsi delle azioni/consigli di due nonni( hanno lavorato con i ragazzi!): avessi visto che esperienza emozionante per i nostri alunni/contadini, che zappando il terreno, posizionando il solco, ...sudando hanno affermato:"ma è faticoso il lavoro del contadino!" Anche mettersi nei panni dell'altro, assumere ruoli è importante! Più importante, comunque, avere il controllo di ciò che avviene nell'orto , delle variabili, e "prendersene cura"! Come stanno curando bene il "loro orto " i nostri ragazzi, e quante connessioni, concetti che si connettono , scattano in una semplice attività che per alcuni docenti può sembrare "non importante"!

mercoledì 4 marzo 2009

Oggi ho letto che...




Oggi sul quotidiano on-line ho letto: "RICERCA DELL'UNIVERSITà DI HARVARD "
Arrabbiarsi al lavoro può far bene ,ma esagerare è autodistruttivo .
Far valere le proprie ragioni con capi e colleghi è «sano», anche per la carriera. Perdere le staffe no!

ROMA - L'educazione va bene. Il rispetto pure. Ma qualche volta dire le proprie ragioni anche sottolineando un po' i toni può essere utile, sia in termini di salute mentale sia in termini di carriera. Pur con tutte le cautele del caso il suggerimento viene dall'autorevole Harvard Medical School di Boston. Secondo uno studio condotto su 824 persone e durato ben 44 anni, chi reprime troppo le frustrazioni è poi più incline ad ammettere di aver deluso le proprie aspettative.
EMOZIONI INNATE - «La gente - spiega George Vaillant, che ha diretto l'indagine- pensa alla rabbia come a un'emozione terribilmente pericolosa ed è incoraggiata a praticare il "pensiero positivo". Ma questo approccio può essere frustrante, e alla fine tradursi in una dannosa negazione di una realtà che fa paura». «Le emozioni negative, come paura e ira, sono innate - continua Vaillant- e cruciali per la sopravvivenza. Esperimenti attenti, come il nostro, hanno documentato che le emozioni negative ci permettono di focalizzare l'attenzione: possiamo concentrarci sugli alberi anziché sull'intera foresta».
ESAGERARE È AUTODISTRUTTIVO - Attenzione però: secondo gli stessi studiosi è anche importante riuscire a non esagerare. Chi perde completamente le staffe mentre illustra le proprie ragioni a capi e colleghi incorre un meccanismo «autodistruttivo». «La furia incontrollata», precisa Vaillant, «è distruttiva. Tutti proviamo rabbia, ma le persone che imparano a esprimerla senza esplodere, ed evitando le conseguenze autodistruttive di una furia incontrollata, ottengono un potere incredibile in termini di crescita emozionale e di salute mentale», assicura lo studioso."
Di certo reprimere le proprie emozioni anche in campo lavorativo è negativo, ma bisogna mettere in atto quel senso della misura che corrisponde alla maturità del proprio IO . Un IO che è equilibrio consapevole tra il nostro ES e il nostro Super IO.
Spesso , a scuola, le cose che non vanno sono correlate a norme che vanificano quanto di positivo si vive nelle relazioni con i ragazzi e....allora? Con chi sfogare le insoddisfazioni, la constatazione che quanto ci viene imposto dall'alto va a contraddire la nostra stessa opera di professionisti dell'educazione, di formatori? Noi non trattiamo carte, che se errate si rifanno, noi operiamo nell'umano e le azioni errate provocano danni irreparabili!

martedì 3 marzo 2009

Navigando, navigando



Navigando, navigando , si è in cerca di approdi sicuri e stabili luoghi tranquilli che ti facciano riflettere sul cammino effettuato e sulle mete raggiunte. La tua mente , il tuo cuore aspira ad approdi certi anche se di approdi si tratta; e l'approdo contiene in sè già un dipartire per altri porti, altre mete, ma l'aspirazione è sempre quella di migliorare il proprio percorso, di superare gli ostacoli già vissuti in precedenza, di non ripetere gli stessi errori del passato!

Tutto questo peregrinare, cambiando sempre rotta però, nella scuola, non approda mai alle uniche certezze faticosamente raggiunte! Nella scuola il cambiamento continuo può , spesso, ripercorrere gli errori del passato, di un passato che sembrava dimenticato, di un passato in cui il "voto" era utilizzato per "punire" , un passato senza "criteri condivisi di giudizio", un giudizio che era incomprensibile nel suo significato di un voto del tipo "2 meno, meno, meno, meno!". Cosa significavano i tanti meno in un'insufficienza di "2"? Quali azioni e strategie metteva in atto il docente per recuperare la "motivazione allo studio" di quel ragazzo?

Perchè dico ciò, scusate, in altri tempi nemmeno ci si poneva il problema di aiutare i ragazzi a costruire un sapere autonomo , ad essere motivati allo studio, incoraggiati nei piccoli progressi che rivelano le loro diverse intelligenze! In passato tutto era tradotto in "voti" rispondenze meccaniche di un sapere mnemonico e trasmissivo. Il voto! Già il voto!

Può il voto avere le sfumature ampie di un giudizio descrittivo delle varie possibilità di apprendere di un soggetto che "è diverso da un altro"? Nei collegi dei docenti il ritorno a quest'arma "punitiva" in mano ai docenti, soprattutto dalla secondaria di primo grado in poi, ha fatto risvegliare i "cadaveri " dalle tombe! Tombe che si sono subito riaperte, facendo presagire ad alcuni docenti "il potere" del proprio ruolo e l'esigenza di un "rispetto" al di là di regole condivise socialmente ed...ecco che non soltanto i collegi dei docenti hanno subito "crisi di comunicazione" tra i colleghi per la scelta di "criteri condivisi di valutazione " ma...all'improvviso spunta fuori un'altissima percentuale di ragazzi con insufficienze e...5 in condotta!

Possibile che da un giorno all'altro gli stessi ragazzi siano giudicati così differentemente?